mercoledì 30 novembre 2011

GARCIA LORCA. TERRA.

TERRA

Camminiamo
sopra uno specchio
senza mercurio,
sopra un cristallo senza nuvole.
Se gli iris nascessero
al contrario.
Se le rose nascessero
al contrario.
Se tutte le radici
guardassero le stelle
e il morto non chiudesse gli occhi,
saremmo come cigni.

di Federico Garcia Lorca.

lunedì 28 novembre 2011

BORGES

La luminosa turba di un tramonto
ha esaltato la strada,
la strada aperta come un vasto sogno
verso qualsiasi sorte.
La limpida albereta
perde l'ultimo uccello, l'ultimo oro
La mano lacera di un mendicante
accresce la tristezza della sera.

Il silenzio che abita gli specchi
ha forzato il suo carcere.
L'oscurità è il sangue
delle cose ferite.
Nell'incerto tramonto
la sera mutilata
fu solo qualche povero colore.

da Fervore di Buenos Aires di Jorge Luis Borges.

giovedì 17 novembre 2011

ROTH. L'ANIMALE MORENTE

"O uno impone le sue idee o se le vedrà imporre. Volenti o nolenti, questa è la situazione. Ci sono sempre delle forze contrapposte, e così, se non si ha una sfrenata passione per la subordinazione, si è sempre in guerra."


L'animale morente. Philip Roth

martedì 8 novembre 2011

DUE STRADE

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso."

Robert Frost.

lunedì 24 ottobre 2011

FIGHT CLUB

"LE COSE CHE POSSIEDI FINISCONO PER POSSEDERTI"

"Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto?"

"La pubblicità ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non servono affatto"

Tratte dal film Fight Club diretto da David Fincher e tratto dal romanzo di Chuck Palahniuk.

martedì 18 ottobre 2011

LA BREVITA' DELLA VITA. SENECA

"..ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sè ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani nè lo teme.."

"..se ne va dunque la loro vita in un abisso, e come non serve a nulla cercare di riempire un vaso, se manca un fondo che riceva o tenga quello che ci metti, così non ha importanza la quantità del tempo concessa, se non c'è dove si depositi: passa attraverso animi lesionati e bucati.."

"..non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto.."

Seneca, La brevità della vita.

martedì 4 ottobre 2011

IMAGINE. JOHN LENNON

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one


mercoledì 14 settembre 2011

IL DESERTO DEI TARTARI. DINO BUZZATI

"Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno d'affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno arriveranno.
[..]
Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non è più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire"

da Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati.

domenica 28 agosto 2011

FRANZ MARC


il toro (1911)

                                      
                                          ragazza con gatto II (1912)

Franz Marc (1880-1916). Pittore espressionista.

Cosa trasmettono i suoi quadri?

giovedì 25 agosto 2011

SAUL LEITER

Joanna, 1947 ca.

La neve, 1960 ca.

Harlem, 1960 ca.


Fotografie di Saul Leiter (nato nel 1923 a Pittsburgh).

domenica 14 agosto 2011

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE. P.F.M.

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

P.F.M.

sabato 13 agosto 2011

MATISSE


La musica (1939)


                                                              Natura morta con arance (1913)



"Il mio obiettivo è un'arte equilibrata e pura; un'arte che non inquieti e turbi. Desidero che l'uomo stanco, oberato e sfinito ritrovi davanti ai miei quadri la pace e la tranquillità".

Henri Matisse (1869-1954).

CARMEN YANEZ. NUDO.

NUDO

Qualcuno deve aver picchiato
questa sera di prudente domenica,
qualcuno invisibile nelle lettere d'autunno.
Parole dissotterrano il mio dolore.
Piccola bara fragile ne cela l'elemento.
Aprirla, arieggiare l'anima
denudarmi davani agli altari, sfidare,
amare questo dolore tanto dignitoso.

Il ghiaccio si avvcina
ferisce i legni.
S'avverte il suo lamento d'intima trama.
Solo le pietre non si alterano.

Cosa farò del mio dolore?
Lo bacio, lo spremo, accarezzo
la sua choioma amorosa, mi abbandono
e trabocco

Cosa ci faccio per tutta la vita?
Lo custodisco, lo sotterro
Lo incasso o lo respingo?
lo lancio nella gola dell'inverno?
Lo lascio in pace perchè concepisca
il rancore?


da Terra di mele di Carmen Yanez (nata a Santiago del Cile nel 1952).

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

"Per quello che vale non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi; puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.. possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero".

Citazione tratta dal film "Il curioso caso di Benjamin Button" (USA 2008) di David Fincher.

LOST FOR WORDS. PINK FLOYD.

LOST FOR WORDS
I was spending my time in the doldrums
I was caught in a cauldron of hate
I felt persecuted and paralysed
I thought that everything else would just wait

While you are wasting your time on your enemies
Engulfed in a fever of spite
Beyond your tunnel vision reality fades
Like shadows into the night

To martyr yourself to caution
Is not going to help at all
because ther'll be no safety in numbers
When the right one walks out of the door

Can you see your days blighted by darkness?
Is it true you beat your fists on the floor?
Stuck in a world of isolation
While the ivy grows over the door

So I open my door to my enemies
And I ask could we wipe the slate clean
But they tell me to please go fuck myself
You know you just can't win
Tratto dall'album The Division Bell (1994) dei Pink Floyd


HERBERT LIST FOTOGRAFO



Boccia dei pesci rossi. Santorini, 1937.

Fotografia di Herbert List (nato ad Amburgo nel 1903 e morto a Monaco di Baviera nel 1975).

la sua passione per la fotografia nasce durante gli anni '20. Nel 1936 è costretto ad abbandonare la Germania per motivi politici. Riuscirà a tornarci solamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nel frattempo vivrà a Londra, luogo in cui trasformerà questa grande passione per la fotografia in un vero e proprio mestiere.
Durante tutto l'arco della sua vita viaggiò tantissimo sia per motivi di lavoro che per interesse personale: Italia, Grecia, Francia, Messico, Caraibi, Spagna, America del Sud.....
Amava la pittura surrealista .
La sua fotografia è stata definita "fotografia metafisica", poichè quello che intendeva fare era "cogliere nella fotografia la magia del fenomeno", estrapolando gli oggetti dal loro contesto consueto per inserirli in un contesto inusuale.

giovedì 4 agosto 2011

ARTAUD

Nelle sere fantastiche che profumano di leggenda
L'innalzamento immenso delle cattedrali d'oro
Solleva i suoi legni che bruciano in lande deserte.

Le vetrate trasparenti dove si dipingono ancora
I brandelli fuggitivi di un giorno scolorito
Lasciano salire dal fondo delle volte oscure
L'irradiamento azzurro delle bellezze mistiche.

La cenere della notte lentamente si accumula
Attorno ai neri portali dove esce il sacro incenso
E i lumi sfavillano nell'ombra dei cori.

La pianura si è annerita per la notte che avanza,
Gli alberi che fissano i suoi profili solenni
Ora sonnecchiano nell'angoscioso silenzio.

Artaud.

BUKOSKI. I GEMELLI.

[...]

esco, stacco un'arancia e le tolgo la buccia lucente;
le cose sono ancora vive: l'erba cresce ch'è un piacere,
il sole fa piovere i suoi raggi tra i giri di un satellite russo,
un cane, sciocco, latra chissà dove, i vicini spiano dietro le tendine,
io qui sono un estraneo, e sono stato (immagino) la pecora nera

[...]

da i gemelli di Charles Bukoski

domenica 31 luglio 2011

SALINAS. LA VOCE A TE DOVUTA.

Sì, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.

Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.

Al di là, ancora, più oltre di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando
con sangue mio nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti ti cerco.

E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai lontano da tutto,
sull'altra sponda di tutto
- per trovarti -
come fosse morire.

da La voce a te dovuta, Pedro Salinas ( 1891- 1951).

giovedì 28 luglio 2011

GIANNI BERENGO GARDIN

Gran Bretagna, 1977.
FOTOGRAFIA DI GIANNI BERENGO GARDIN (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930).

I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER. GOETHE.

"E in fin dei conti non è lo stesso se uno passa il tempo a contar piselli o a contar lenticchie? Tutto al mondo finisce in nulla, e chi si tormenta per le ricchezze, o per gli onori, o per qualunque altro scopo, non è che un pazzo, se lo fa per causa d'altri e senza sua passione o necessità."

I dolori del giovane Werther. Goethe.

lunedì 11 luglio 2011

PESSOA. IL LIBRO DELL'INQUIETUDINE

"ci sono sensazioni che sono dei sonni, che occupano come una nebbia l'intero spazio dell'anima, che non permettono di pensare, che non permettono di agire, che non permettono chiaramente di essere."

Il libro dell'inquietudine. Fernando Pessoa.

HEMINGWAY ERNEST, FIESTA

" .. Ma forse non era vero. Forse man mano che andavi avanti, imparavi realmete qualcosa. Non mi importava cosa fosse il mondo. Volevo soltanto sapere come viverci. Forse, se scoprivi come viverci, imparavi anche che cos'era."

Fiesta. Ernest Hemingway (1899-1961).

WIM WENDERS




FOTOGRAFIE DEL GRANDE WIM WENDERS

domenica 26 giugno 2011

WOOLF, UNA STANZA TUTTA PER SE'

una riflessione sulla letteratura femminile....
Il romanzo si intitola "Una stanza tutta per sè" e l'autrice è Virginia Woolf (1882-1941).

".. In quegli stessi anni, nell'altro estremo dell'Europa, c'era un giovane il quale conviveva liberamente con questa zingara o con quella nobildonna, che andava alla guerra; che senza costrizioni nè censure raccoglieva tutta quella svariata esperienza della vita umana di cui poi si sarebbe così splendidamente avvalso, quando cominciò a scrivere i suoi romanzi. Se Tolstoj fosse stato costretto a vivere in un presbiterio, oppure rinchiuso in una casa con una signora sposata e "tagliato fuori da ciò che si chiama il mondo", per quanto edificante fosse la sua lezione morale, difficilmente avrebbe potuto, pensavo, scrivere Guerra e pace".

Virginia Woolf, "Una stanza tutta per sè".

mercoledì 22 giugno 2011

SE, KIPLING

SE...

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)                      

lunedì 20 giugno 2011

SANDER AUGUSTE

Fotografia di Auguste Sander(1876-1964)

DE ANDRE'


"La guerra è dappertutto, Marcondiro'dera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?
Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi le stagioni con i mille colori."

"Girotondo"
Fabrizio De Andrè

WALDEN, THOREAU

"E' solo avendo un punto fisso e matematico che si può essere saggi, come il marinaio, o lo schiavo fuggiasco che fissa sempre la stella polare; ma ciò è una guida sufficiente per tutta la vita. Potremo non arrivare in porto nel tempo stabilito, ma seguiremo il vero cammino"

"un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno"

"Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e pernon scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici; se si fosse rivelata meschina, volevo trarne tutta la genuina meschinità, e mostrarne al mondo la bassezza; se invece fosse apparsa sublime, volevo conoscerla con l'esperienza, e poterne dare un vero ragguaglionella mia prossima disgressione."

"Walden"
Thoreau.


lunedì 13 giugno 2011

IL RICHIAMO DELLA FORESTA, LONDON

'Vi è un'estasi che segna la sommità della vita e oltre la quale la vita non può levarsi. E il paradosso dell'esistenza è tale, che quest'estasi viene quando si è più vivi, e si presenta come un come un completo oblio di vivere. Questa estasi, questa felice dimenticanza, aggredisce l'artista, lo trae fuori di sè, avvolto dalle fiamme; aggredisce il soldato, spingendolo folle nella lotta senza quartiere'
'Il richiamo della foresta', London.